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Il mio giardino estivo

Ormai da tempo ho abbandonato l’idea del prato “all’inglese” che, lo dice la parola, è adatto all’Inghilterra ma non al Mediterraneo con i suoi cambi climatici degli ultimi anni e con un futuro di estati siccitose.

Ho abbandonato la psicosi delle macchie marroni sul prato e la dipendenza dall’acqua, seguo dunque le orme della macchia mediterranea nella quale le piante vanno in riposo estivo riducendo al minimo il fabbisogno di acqua.

Al posto del prato ho messo della verbena ibrida che ha ricoperto il terreno e festeggia l’estate con innumerevoli piccoli fiorellini lilla.

Si propaga indisciplinatamente e ho rinunciato da tempo al giardino “non sia mai viene qualcuno”… non è nemmeno nelle mie corde!

Dalla mia esperienza di oltre quaranta anni di Olgiata mi risulta che, nell’ 80% dei giardini, il tripudio dura un mesetto fino allo sfiorire delle rose e poi abbiamo quasi la totale sparizione dei colori tranne qualche banale pianta annuale.

Il giardino è come se avesse perso vita eppure giugno è solo l’inizio delle danze ma ho dovuto constatare che la fantasia delle persone si limita ai pochi e sforniti vivai vicino casa rinunciando alla “grande bellezza” delle fioriture estive.

 

Profumi

L’estate si vive al mattino e alla sera mentre di giorno cerchiamo freschi rifugi dove aspettare la sera profumata.

Comincerei dalle tavole delle cene serali o apericene, imbandite sotto pergolati e verande. E intorno a queste che io tengo i fiori profumati che esaltano la sensualità delle notti estive: i Cestrum che si aprono la sera, Quisqualis, rose rifiorenti e profumate, Gelsomini Sambac, l’Ipomea Alba o ancora le Belle di notte e le Dature.

 

Colori:

Non c’è che la scelta tra le innumerevoli varietà di Dalie in fiore sino ai primi freddi, oppure le sempre innumerevoli varietà di Salvie Decorative (sino a 900). Dico sempre che basterebbero le salvie a fare un giardino colorato e fiorito! E ancora gli Ibiscus sia nelle loro forme sgargianti che in quelle più eleganti come gli chiffon azzurri o rosa. A seguire tutte le piante che vengono dai paesi caldi come la Ruellia Brittoniana capaci di dare emozioni per tutta l’estate. E ancora i Sedum, le Graminacee che si muovono alla leggera brezza della sera, le Achillee, gli Hemerocallis, le colorate Ortensie.

Le Ortensie o Hydrangee non hanno bisogno di essere raccomandate nel giardino estivo perché ci sono già da prima dell’ 800, addirittura arricchite di ferro dalle chiavi di ferro delle nostre nonne sotterrate in vicinanza delle radici. Valla a trovare oggi una chiave di ferro vero!!

Una particolare raccomandazione è per il Calicanto estivo, arbusto di grande generosità ed impatto scenografico.

Per ospitare api e farfalle: ecco le colorate  Budleje, Echinacee,  MonardeLiatris, Rudbeckie, Verbene Hastate, Gaillardie, Malve, Spiree e …qualche ortica o cardo  o anche il finocchio selvatico per offrire loro rifugio e copertura ai bruchi.

 

Forme e foglie decorative

Mi piacciono molto le innumerevoli varietà di foglie ornamentali nei loro colori, textures, sfumature, forme e dimensioni: il mio Tetrapanax Papirifer, che portai in treno da Milano in un vasetto piccolissimo, dono di un amico caro, è ormai di dimensioni enormi e produce molti figli che regalo agli amici interessati così come è stato regalato a me.

Ho anche alcune Colocasie altrimenti conosciute come orecchie di elefante sia verdi che scure come la ‘Black Magic’, pianta perenne tuberosa che richiede la sola attenzione al gelo in inverno ma ho visto che a Roma non hanno problemi. Anche la Canna Indica,  soprattutto la ‘Durban’, con le sue foglie variegate  di grande impatto cromatico visivo e porta un pensiero caraibico adatto all’estate.

 

Frutta

L’estate è anche la stagione della frutta, o meglio della frutta profumata e dolce: gelsi, fichi nani, avocado, peschi, albicocchi… pensavo di regalarmi un Musa ‘Velutina’, un banano nano con i frutti rosa, sempre per sperimentare nuove piante!

Per finire una pianta tornata di moda nonostante paghi il prezzo di essere considerata “pianta da autostrada o da benzinai”: l’Oleandro.

Alcuni ibridi particolari, oleandri nani da coltivare anche in vaso come il “Vespuzio” o il delizioso “Stella Marina” ci riconciliano con questa bella pianta mediterranea.

 

Calicanto Estivo

Ruellia brittoniana

Cestrum 

Salva Indico Spires

Musa Velutina 

C'è modo e moda

Anche il giardino è esposto alle mode, come ogni cosa che fa parte dell’umanità, in continuo movimento di idee creative.

Dopo il significativo cambiamento, dai giardini naturali alla Capability Brown alle bordure studiate, fintamente naturali di Gertrude Jekyll, l’immobilismo di stampo inglese è stato rotto dalla scuola olandese che introduce l’utilizzo delle graminacee nelle bordure.

Molto utilizzate in spazi urbani e verde pubblico, le graminacee sono ancora poco utilizzata nei giardini personali per una diffidenza gratuita nei confronti delle spighe.

Ho osservato in questi anni passati ad andare per giardini tre modalità diverse di approccio: “fa tutto il giardiniere”, “faccio a modo mio e sono una perfezionista dell’ordine”, “faccio a modo mio ed esco dagli schemi”.

Mi affido ad un paesaggista è un‘opzione generalmente esclusa perché costosa e ritenuta inutile. Che può suggerire un paesaggista più di quello che mi può consigliare il vivaio? Su questo ci sarebbe da aprire uno scenario che ci porterebbe molto lontano e i vivaisti che devono piazzare le loro piante  e solo quelle, se ne avrebbero a male.

Dunque la prima via è la più facile e meno faticosa. Il giardiniere, generalmente di cultura botanica scarsa, consiglia in un range di piante che conosce e che sono garantite tanto che praticamente sono la base di tanti giardini uno uguale all’altro. Quando la fantasia e la conoscenza scarseggiano, si avrà una bordura povera, uniforme e scarsa di fioriture continue con l’annoso problema del verde uniforme e noioso per grande parte dell’anno.

La seconda via è già più impegnativa; faccio a modo mio ma, studio, leggo,  frequento le mostre di piante, scelgo con cura anche se non ho la visione dell’insieme (esclusione a priori del nostro paesaggista). Una cosa è chiara: tutto deve essere perfetto ed ordinato senza una foglia fuori posto…non sia mai viene qualcuno!

La terza via è quella che mi appartiene, faccio a modo mio, studio moltissimo, visito tantissimi giardini in Italia e all’estero, esco dagli schemi.

Personalmente però sono bulimica di piante e questo porta ad un insano affollamento in giardino che si trasforma in un orto botanico  con tanto di etichette a ricordare il nome delle piante. Nell’ allegro disordine caotico, il cartellino è un must!

Generalmente la bordura si appoggia su arbusti che danno struttura come abelia, viburno, loropetalo, photinia, nandina domestica, deutzia, Phisocarpus, (io amo il diablo), berberis, sarcococca confusa, pittosporum, euonymus, ceanothus, cornus, calicanto estivo, mirto, ma potrei citarne tanti altri altrettanto belli.

Qui dipende dai gusti e dall’esposizione. (un bel libro è Shrubs. Discover the perfect plant for every place in your garden. Andy McIndoe).

Altra scelta importante con la quale mi sono confrontata: preferisco la bordura sempreverde o faccio una scelta di vuoto invernale? 

Davanti ad una vetrata molto vicina alla camera da pranzo , la mia bordura è assolutamente spoglia in inverno ma in primavera sino ad autunno inoltrato è un tripudio di salvie decorative, rose, allium, sedum iris e dalie graminacee.

E ancora, la mia bordura è ospitale, piante nuove da sperimentare sono le benvenute, a volte a scapito della coerenza, Vivono insieme in uno spazio senza tante regole e dove la moda lascia il tempo che trova.

 

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© Annamaria Molteni Largo Olgiata 15 00123 Roma